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Teología y vida

versión impresa ISSN 0049-3449versión On-line ISSN 0717-6295

Teol. vida v.43 n.2-3 Santiago  2002

http://dx.doi.org/10.4067/S0049-34492002000200009 

Teología y Vida, Vol. XLIII (2002), pp. 196-204

Lorenzo Dattrino
Profesor de la Pontificia Universidad Lateranense
Roma, Italia

Gen 1, 26-27 e Gen 2, 7 nella interpretazione patristica
(le scuole "asiatica" e "alessandrina")


(1) Per una bibliografía essenziale vedi: G. KITTEL, s.v. Eikòn, in Th. W. N.T., 11, 394-395.

(2) Per l'attualità del tema vedi: E. Samek Lodovici, Metamorfosi della Gnosi Quadri della dissoluzione contemporanea, Milano 1991;         [ Links ] L. Bouyer - L. Dattrino, La spiritualità dei Padri, Bologna 1984 (Storia della Spiritualità 3/A), p. 123 ss.         [ Links ]

(3) Qualche citazione da Ireneo: "Animae autem eorum soli esse salutem, corpus enim natura corruptibile" (Adv. Haer, 1, 19, 3: Basilide); "Salutem autem solum animarum esse futuram, earum quae eius doctrinam didicissent, corpus autem. videlicet quoniam a terra sit sumptum, impossibile esse participare salutem" (Adv. Haer. 1, 25, 2: Marcione).

(4) Cfr. L Dattrino, Patrologia, Roma 1982         [ Links ]2 Per avere un' idea del rapporto tra filosofia pagana ed il cristianesimo vcdi Dattrino (a cura di), Origene Apologia del cristianesimo,, Padova 1987 (Pagine antologiche da Contra Celsum).         [ Links ]

(5) J. PÉPIN, Idées grecques sur l'homme et sur Dieu. Paris 1971, p. 168.         [ Links ]

(6) D. GORCE. s.v. Corps, in Dict. Spirit. II, 2, Paris 1953, coI. 2346.         [ Links ] Cfr. pure P.C. Bori, Faccio muove tutte le cose, Roma 1968, PP. 79-80.         [ Links ]

(7) Cfr. L. Dattrino, s.v. Ireneo, in Dizionario di Mistica, 140-150. Cfr. A. ORBE, Antropología de San Ireneo, Madrid 1969,         [ Links ]passim. Riporto uno dei testi di Tertulliano in cui si rivendica la dignità e la totalità della carne nel processo della salvezza: "La carne è il cardine della salvezza, a tal punto che, quando per mezzo della salvezza l'anima è legata a Dio, è proprio la carne a fare in modo che l'anima possa essere scelta da Dio. Ed ancora, è la carne che viene lavata perché si purifichi l'anima, è la carne che viene unta perché 1'anima sia consacrata, è sulla carne che si fa il segno, perché l'anima sia difesa, è la carne che viene adombrata dalla imposizione delle mani, perché poi anche l'anima sia illuminata dallo Spirito, è la carne che si ciba del corpo e del sangue di Cristo, perché anche l'anima possa essere nutrita di Dio. Non si può dunque separare nella ricompensa coloro che sono congiunti salle opere" (De res. 8, 2-3: da Opere scelte di Q.S.F. Tertulliano, a cura di C. Moreschini, Torino 1974, pp. 789-790).

(8) Cfr. B. MONDIN, Antropologia teologica. Alba 1977, p. 93.         [ Links ]

(9) La dottrina della sessualità, accanto all'altro punto della distinzione tra l'uomo ideale e quello reale, costituiscono i lati oscuri e discutibili dell'antropologia di Gregorio. Secondo lui, la sessualità è una delle cause principali dell'oscuramento dell'immagine di Dio; essa svolge questo ruolo negativo in quanto è strettamente legata al corpo ed è fonte di molte passioni. Tuttavia egli assegna alla sessualità anche un ruolo positivo. Dopo il peccato originale Dio se ne serve per assicurare la propagazione dell'umanità. Si tratta però sempre di una qualità provvisoria, destinata a scomparire nel regno dei cieli: cfr. B. MONDIN, Antropologia teologica, Alba 1977, p. 98.         [ Links ]

(10) Cfr G. A MALONEY,Man the Divine Icon, Pecos, New Mexico 1973, pp. 164-165.         [ Links ] Cirillo sottolinea, come del resto tutti gli altri, la peculiarità della creazione dell'uomo: non con la semplice parola, come il resto delle creature, ma con la deliberazione e con l'opera delle mani. L'uomo sulla terra è l'impronta della gloria suprema e immagine della regalità divina sulla terra (Glaphyra in Gen 1, 5).

(11) Attiro l'attenzione sulle omelie X-XI, attribuite a BASILIO, sull'origine dell'uomo: molto in evidenza lo schema della doppia creazione, l'uomo "fatto" e l'uomo "plasmato". Per l'attribuzione, cfr. BASILIO DI CESAREA, Opere ascetiche, a cura di U. NERI, Torino 1980, p. 55, nota 3.         [ Links ]

(12) Negli scritti anteriori all'esilio, per es nel Commento a Matteo, Ilario è sotto l'ispirazione degli autori latini, in particolare di Tertulliano e di Cipriano. Negli scritti posteriori all'esilio (De Trinitate, Tractatus in Psalmos) è evidente l'influsso di Origene e del pensiero greco in genere. Ciò tuttavia non significa cesura netta tra i due periodi: anche nel le opere posteriori all'esilio ricompaiono tematiche proprie della precedente teologia latina.

(13) A. FlERRO, Sobre la gloria en san Hilario, Roma 1964, p. 24.         [ Links ] Cfr. J. DOIGNON, Hilaire de Poitiers avant l'exile, Paris 1971;         [ Links ] C. KANNENGIESSER, Hilaire, in "Dict. Spirit.", VIIII, PP. 466-499.         [ Links ]

(14) A ORBE, Antropología, p. 13.         [ Links ]

(15) Cfr. Tract. in ps.118, PL IX, 565 c-566 b. A differenza di Origene, nel quale la doppia creazione deriva da una visione filosolico-cosmogonica. Ilario sembra dedurre la distinzione dall'analisi del doppio racconto della creazione.

(16) Cfr. A ORBE, Antropología, pp. 11-13.         [ Links ]

(17) Per l'antropologia di Ambrogio fondamentale è l'opera di W. SEIBEL, Fleisch und Geist beim heiligen Ambrosius, München 1958.         [ Links ]

(18) Si legga quest'altro testo: "Sic denique et in Genesi duas tibi creaturas hominis ostendit (...) duo homines, ita et gemina conversatio est, una interioris hominis, altera exterioris" (Ep. 72, 19).

(19) De Trin. II, 5, 8. Cfr. A SOLIGNAC, Image dans la patristique latine, col. 1418. Secondo il Courcelle, Agostino sarebbe stato vivamente colpito dalla dottrina dell'immagine sin dal Sabato santo 4 aprile 386, ascoltando un celebre discorso di S. Ambrogio che trattava appunto di questo argomento, in polemica col manicheismo: P. COURCELLE, Rechèrches sur les Confessions de saint Augustin, Paris 1950, p. 133         [ Links ](cfr. G. BORTOLASO, Teologia dell `immagine in Sant'Agostino e San Tommaso, in "La Civiltà Cattolica" 1967, III, 371 -380).         [ Links ]

(20) Cfr, B. MONDIN, Antropologia teologia, Alba 1977, p 104.         [ Links ]

(21) A. TRAPÈ, Patrologi, III, Torino 1978, p. 390.         [ Links ] Un breve cenno a Gregorio M., il quale, commentando Gb 10, 8 "Manus tuae fecerunt me et plasmaverunt me totum in circuitu", sembra ispirarsi al commento di Ilario su Ps. 118, 73 e risale a Gen 1, 26 e 2, 7, orientando la sua riflessione nella stessa direzione di Ilano. Anche se in Gregorio. come del resto in Ilario, manca il supporto di un'antropologia di ordine filosofico o psicologico. Gregorio ammira la creazione dell'uomo: questi non è creato solo con la parola, ma è la risultante di una deliberazione ("consilium"); è plasmato dalIa terra con cura ("quasi per studium"), e riceve il soffio del Creatore che lo costituisce "spirito vivificante", per mostrare dalla dignità stessa dell'azione che lo pone in essere che egli è fatto a immagine del suo creatore. Comunque, la componente terrestre e carnale dell'uomo è il principio della sua debolezza Gregorio giunge a dire che la componente carnale rende l'uomo inferiore a se stesso (homo vero idcirco post culpam veniam meruit, quia per carnale corpus aliquid quo semletipso minor esset accepit) (Moralia in Iob IX, 50, 76; PL 75, 900 d - 901 a. Cfr. IX, 49, 75; PL 75, 900 a-c.) Nota il Solignac che Gregorio non spiega il senso di questa formula, ma con essa vuol sottolineare l'ambiguità della condizione umana e la dualità della natura (Solignac, col. 1423).

(22) Cfr S. RAPONI, Carne, in Dizionario di spiritualità dei laici, Milano 1981, pp. 94-95.         [ Links ]

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